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Vino dell'Elba


Come ogni luogo della Toscana anche l'isola d'Elba ha una buona produzione di vini tipici, ognuno con caratteristiche diverse e facilmente abbinabili alla tradizione gastronomica locale.

La leggenda vuole che lo stesso Napoleone abbia cercato di incentivare la coltivazione e che si fosse innamorato dell vino elbano.

Tra i più famosi calici citiamo l'Elba Rosso, l'Elba Bianco, il Rosato, l'Ansonica, e il dolce ed alcoolico Aleatico, vero nettare da gustare insieme ai Cantucci e agli altri dolci tipici dell'Elba. L'origine dei vini elbani si perde nella notte dei tempi, infatti prima del successo del turismo, l'economia elbana era basata principalmente sull'agricolutra, sulla pesca e sulle attività estrattive del ferro e del granito.
L'Elba bianco D.O.C. si ricava dalle uve Trebbiano per una percentuale di almeno il 50% con aggiunta di Ansonica e Vermentino ed è sicuramente uno dei preferiti dai turisti per il suo tocco delicato al palato che si sposa facilmente con gli antipasti e i primi piatti a base di pesce.

Stesso apprezzamento riceve anche l'Elba Rosso: ideale per primi piatti con pomodoro e grigliate di carne. Questo vino si ricava invece con una percentuale di almeno il 60% di uvaggio San Giovese.

Apprezzati e raffinati sono anche i vini da dessert, quali l'Aleatico a cui abbiamo già accennato, dal colore rubino intenso, perfetto da consumare magari con la Schiaccia Briaca Riese e il Moscato dell'Elba, ricavato da uve 100% Moscato, il quale non mancherà di stupirvi per le sue caratteristiche decise ma al contempo gentili.



Dall'Uva al Vino

Per processo di vinificazione si intende quei passaggi chimicofisici che consentono la trasformazione del succo dell'uva in una sostanza liquida del tutto nuova: il vino. Basta depositare dell'uva in un contenitore per osservare che si tratta di un processo del tutto naturale: senza operare alcun tipo di intervento, infatti, questa si trasformerà in vino e, in un secondo tempo, a causa dei batteri acetici, in aceto.

Nel processo di vinificazione l'intervento dell'uomo è volto esclusivamente ad “agevolare” questo passaggio, per consentire che si svolga nei modi e nei tempi migliori. Nel corso dei millenni, proprio per l'aspetto naturale di questa trasformazione, si può dire che poco sia cambiato: geroglifici egizi mostrano le fasi della vendemmia e della pigiatura esattamente come avviene oggi; gli aspetti sui quali l'uomo ha agito sono legati all'attenzione per la materia prima e allo sviluppo di tecniche che evitino la degenerazione di questo processo.



Aleatico

Si associa ai Greci l'importazione di questo vitigno, oggi diffuso in molte regioni italiane. Un vitigno che si è sviluppato per lo più in Toscana, sulle coste maremmane, nell'Arcipelago Toscano, ma anche in Sicilia e Puglia. È considerato una muta-zione del Moscato, di cui ricorda i profumi, e si caratterizza per la capacità di assimilarsi zuccheri, che danno al vino morbidezza e rotondità. Per questo è maggiormente adatto per la produzione di vini dolci e passiti.



La Conservazione

Occorre sempre ricordare che il vino di qualità è un prodotto vivo e delicato. Partendo da questo semplice assunto, è bene porre l'attenzione su un elemento molto significativo anche se spesso trascurato: quando si parla di conservazione delle bottiglie, non si sottolinea quasi mai il valore dell'umidità, limitandosi a considerare esclusivamente le temperature opportune. Ma nei locali adibiti al stoccaggio e alla conservazione è altrettanto importante verificare il tasso di umidità, che non dovrebbe mai essere inferiore al 70-75%. Per contro, un tasso tropo alto di umidità non ha controindicazioni, ma può far sì che le etichette si bagnino e si deteriorino, per cui può essere opportuno avvolgere le bottiglie con un cellophane.

Nel caso di lunghi periodi di affinamento, inoltre, è generalmente accettato che la temperatura debba essere il più possibile costante, senza bruschi cambiamenti e compresa idealmente tra i 10 e i 15°C. Di conseguenza, quando non sia possibile disporre di locali con queste caratteristiche di umidità e di temperatura, è necessario procedere a rifornimenti di piccole quantità, facendo crescere il numero di acquisti per l'approvvigiona-mento. Per creare l'ambiente ideale di conservazione, negli ultimi anni, si è assistito alla crescente diffusione - al ristorante e nelle enoteche, nei winebar ma anche nelle abitazioni private di utili e funzionali frigo vetrine climatizzate.

Nel caso in cui si mantengano vini a temperature molto basse - bianchi, rosé, spumanti - è perè dannoso superare le tre, quattro settimane di permanenza in frigo: pensiamo ad alcuni locali che servono vini bianchi o spumanti quasi gelati, depositati in celle a temperature molto basse per mesi interi, consegnando al consumatore un vino totalmente inespressivo, a volte deteriorato anche da un tappo divenuto troppo secco a causa di un'umidità insufficiente.

D.O.C. = Denominazione di origine controllata
D.O.C.G. = Denominazione di origine controllata e garantita
I.G.T = Indicazione geografica tipica